Memoria. Superfici Diverse. di Turi Sottile

Turi Sottile

Turi acqua e sapone – Analisi di Memoria. Superfici Diverse. di Turi Sottile

Nelle ragioni della pittura di Turi Sottile c’è la filosofia e la teologia, la poesia la scienza; egli ha creduto che potesse far rifluire lo scibile umano dentro coordinate capaci di poter svelare il senso primo e ultimo dell’esistenza.
Ma si sa che i colori sono anche bizzarri e capricciosi e incontrandosi e poi scontrandosi con una natura altrettanto bizzarra e capricciosa come quella di Turi, alla fine hanno combinato una sarabanda di illazioni, di sussurri, di intemperanze e di digressioni da far pensare che il pittore fosse impazzito.

Fatto è che, rientrato nella dimensione divina del pittore (le gare estenuanti con Tintoretto e poi con gli avanguardisti dell’Otto e del Novecento lo avevano nauseato), ha cominciato a lavorare con una innocenza – come altrimenti chiamarla? –  che gli ha dato la possibilità di chiamare all’ordine ogni colore, ogni sfumatura e ha perciò potuto spremere da ognuno la poesia più intima, addirittura con il combattimento interiore che spesso si dissolve in astrattezze e che invece lui ha saputo portare a esiti in cui a dominare è l’armonia.

Ogni opera degli ultimi anni realizzata da Turi Sottile è un perfetto atto sessuale, una freccia che fa centro anche quando, come alle fiere del Santo Patrono, la traiettoria è sfasata. E la ragione di una simmetria così ricca di esiti è nel suo totale abbandono al canto che lo spinge a immergersi sulla tela.

Una preghiera ai superficiali visitatori: Non leggete l’opera esposta come se fosse un giornale che dà notizie di attualità, non sprecate gli occhi e il cuore cercando suggestioni che vivano in superficie.

Nella pittura di Turi (mi dispiace, amico mio, dover mettere giacca e cravatta e prendere l’aspetto del professore) c’è la dovizia di un sogno rincorso e mai trovato, c’è il raggiungimento di un traguardo subito dissolto ogni volta appena tagliato il nastro, c’è l’esaltazione di essere giunti a conquistare l’Aleph ma senza averne potuto mai prenderne le redini e scioglierlo nel canto sublime della Dissolvenza. Ma sia chiaro, la Dissolvenza è intesa come addio che bisogna tessere all’infinito e man mano trovare le crepe e le fessure che permettano di entrare nella verità.

Non parlo della tecnica che Turi maneggia con perizia inusitata, parlo del progetto che lo inquieta e lo pone sull’orlo d’un precipizio da cui intravede il cammino della sapienza del cuore. Un traguardo dove è quasi impossibile arrivare. Turi non desiste e così, opera dopo opera, ruba un acconto alla Verità e alla Sapienza e il suo cuore si apre al vento della notte e gli incubi diventano ulteriore scommessa per “vincere di mille secoli il silenzio”.

 – Dante Maffia

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.

Tags: