En-Stasi di Enzo Barchi

En-Stasi

Finalmente Enzo Barchi si misura con gli ampi orizzonti del grande formato. E lo fa con la leggerezza che contraddistingue la sua personalità timida e riservata, immensamente generosa, prendendo a colpi di sega il blocco di polistirolo che, sensibile, si sgretola. Enzo è fortemente ispirato, e la sua opera grande lo dimostra. Infatti a fargli da modello è stato un fanciullo che come nelle epopee si prepara a diventare uomo, suo figlio. Così è un incontro perfetto di eroi che si confrontano con il campo soleggiato delle loro anime alle prese con la più grande delle battaglie, quella dell’arte intesa come vita.

– Ria Lussi, Il deliquio estatico

Rappresentare con candido fulgore un’intenzione spirituale prendendo a modello un fanciullo.
Questa è stata la sfida che Enzo Barchi ha voluto affrontare misurandosi per la prima volta con gli ampi orizzonti del grande formato.
E lo ha fatto con la leggerezza che contraddistingue la sua personalità timida e riservata, immensamente generosa, prendendo a colpi di sega il blocco di polistirolo che, sensibile si sgretola.
In un turbinio come neve della materia senza peso Enzo è fortemente ispirato, il fanciullo è suo figlio, e nel gesto del levare per intendere la materia lo asseconda trascinandolo e facendosi trascinare.
Enzo Barchi si confronta con la grande arte sul campo soleggiato della propria anima e riporta con ferma volontà la vittoria di un’opera bella, coraggiosa e sincera che sa comunicare ciò a cui lui ha forse sempre aspirato.
Il deliquio avviene con grazia solo nei benevoli dopo una resa incondizionata al proprio volere.
Ria Lussi

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.