Sarabanda di Elisa Montessori

Elisa Montessori

Sarabanda di Elisa Montessori
E’ lo svolgimento di un tema, nella contemporanea vista
del totale, dell’infinito che chiama alla mente un suo
hortus, di coltivazioni dell’ansia che viene chiamata
con tutte le voci, vere, verosimili, false, che possano venire
al concreto corpo della vista. Si tratta della messa
a punto di un essere incompleto, invisibile, che lascia
una traccia del proprio passato, come lo fa ogni vero
animale mentale che lotta nell’invisibile, per rendersi
specchio, seppure frantumato di una insistenza che
funziona, con un suo orologio speciale, in cui sono le
sincronie a contare un tempo sfuggito, all’ordine dei
secondi e divenuto irreversibile scontro, di ogni io con
se stesso. Come se fosse caverna infinita, lo spazio di un
silenzio, mentre sente ogni anima il verso di
un corpo mai nato, il desiderio, si il desiderio, quello
che mai non cessa di stupire se stesso, per i colori impazziti
per le forme assurde, che si sommano e si moltiplicano
ma poi svaniscono, in nome di un nome, che resta sulla
punta di labbra secche, di una voce sorpresa. Niente, niente,
dice qualcuno, è nata una stella e batte in un cuore!

 – Francesco Valvo Bufalino

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.
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