Danza Me di Bruno Ceccobelli

Bruno Ceccobelli

“L’opera che ho realizzato per Bibliothè è una fantastica Parvati danzante, ma anche una madre attenta e custode del focolare domestico; le sue curve sinuose sono l’abbondanza dei frutti della terra e del cielo, infatti il suo colore blu sta ad indicare la sua provenienza celeste e divina della sua grazia. Ai suoi piedi ci sono due cesti di frutta che, a guardar bene, sono i testimoni delle sue azioni nel giorno (il volto ad occhi aperti) e nella notte (il volto con gli occhi chiusi). Il manto a forma di serpente può ricordare un fiume o la forza dell’energia kundalinica“. – Bruno Ceccobelli

 

Caro fratello
sarai sempre recitato
con povertà mia lieta
citato il fiore odoroso
la Madre il Figlio il pianto.
Ricordato col nome duro
di solitario ragazzo
controverso.

Tu
primo immenso teatrante
col grande nome che abbuia
nell’ombra del breve
della città arroccata.
Qui sei stato per la gente
un liquore amaro
o profumo di cucina locale
fatto assaggiare al turista
che ha imparato adesso la lezione
all’accademia superiore
della multimedialità.

Sulla tua tomba
mai un viaggiatore
che fa rima col tuo dolore
nessun saluto di frate
spirituale
nessuna semplice canzone
o terzina di scrittore
un sasso un bracciale un vaso
a omaggiare a capo basso
la tua imperfetta eternità.

– Giorgio Crisafi

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.
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