Carità di Aurelio Bulzatti

Aurelio Bulzatti

Aurelio Bulzatti racconta Carità:

Il quadro rappresenta una folla di persone per strada che girano attorno ad un monaco seduto a terra con la mano tesa, aperta, nel gesto di chi chiede la carità. In prima lettura il quadro è un elogio della pittura, i volti e i corpi dei personaggi che agitano la tela sono stati dipinti con pochi colori e con un solido impasto, una tecnica questa che si preoccupa esclusivamente di modellare i volumi delle figure per ottenere forme e costruzioni plastiche.

Questo metodo dà credibilità e autenticità al racconto e nella luce che emana il quadro si rappresenta. Il gesto della mano tesa “carità” si trova, piccolo, al centro della composizione e mette in movimento la folla che gira attorno ad esso. Questa è una delle possibili interpretazioni dell’opera, soprattutto nel suo duplice significato di umile atteggiamento di chi chiede e atto compassionevole di chi dona. Infine la genealogia del quadro, spesso gli artisti omettono o dimenticano di dire le fonti della loro “ispirazione”. Nel mio caso c’è stato un dialogo serrato con un film, The skywalk is gone (2002) di Ming-Liang, dal quale ho selezionato diverse immagini e reinventato tutto in un piccolo quadro-bozzetto. A volte lì si esaurisce l’idea ma la scommessa di fare la versione grande è stata più forte.

È il titolo famoso di un quadro di Guttuso, un’allusione all’essere, all’avere, all’energia che è, emana, espande e tutto avvolge. Un sogno, a volte, a volte una visione, un desiderio, … ma poco importa quando dietro l’angolo c’è un viaggio di speranza e siamo noi a portarlo, senza dovere tendere la mano in vista di un dono. Perché quel dono dobbiamo essere noi, come un uomo al centro della folla, nel quadro di Aurelio Bulzatti, che tende la mano, ma non chiede… È lui la carità.

 – Francesco Gallo Mazzeo

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.
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