L’ombra di un raggio di luce di Alberto Parres

Alberto Parres

“a l’ombra di un raggio di luce” di Alberto Parres

Nella dimora del tempo… lo spazio e la luce… sono uno…
La luce entra nel corpo
Nasce il corpo/luce.
Il luminoso, il puro.
Luce dentro… luce fuori
Spazio dentro… spazio fuori
Il corpo, l’essere, il manifestato, la creazione stessa è spazio/luce.
La luce/vita /spazio con il suo movimento crea polvere e su di lei si manifesta l’ombra…
Da l’ombra l’essere pensante genera la sua inquietudine, l’esistenziale, la scintilla/luce/pensiero, la poesia, l’azione intuitiva, la suprema virtù, il silenzio nella pienezza della vita.
A l’ombra di un raggio di luce…
La nascita, la polvere, le forme e le infinite diversità.
Tutto quello che si muove genera polvere.
Memorie delle polvere di stelle.
Tutto nella creazione si muove.
Anche la luce si muove e cosi genera polvere.
Polvere eravamo e polvere ridiventiamo.
Sulla polvere il raggio di luce crea l’ombra, il materiale, il creato, l’universo e i mondi, non essendo altro che luce riflessa nel pieno…
Tutto è pieno…
“Quello è pieno, questo è pieno, dal pieno si attinge il pieno, attinto il pieno dal pieno, il pieno rimane pieno”
Brhadaranyaka Upanishad V. 1.1
Grazie
 – Alberto Parres

L’ombra è mancanza di luce ma anche proiezione della stessa. Dalla caverna di Platone al pezzo di terrazzo che scopro freddo la mattina al contatto della mia mano o del mio piede in posizione di torsione yoga perché appunto sempre in ombra di una piccola pianta durante l’ora in cui faccio la mia ginnastica mattutina, la funzione dell’ombra è la stessa. Dai tempi della leggenda della creazione. Da un pezzo di fango inanimato Dio crea l’Uomo a propria immagine e somiglianza ma gli dà un contratto a termine con l’anima che gli ha insufflato dentro. Per questo l’uomo quando cammina proietta la propria ombra e si perde in essa.

Dopo tutto ritorna al big bang, alla luce eterna che è sempre stata e sempre sarà e che come tale, nel mondo del pensiero impensabile dal pensiero stesso, è sempre uguale a se stessa. E non ha ombra. Né ombre.

In paradiso l’ombra non esiste e neanche all’Inferno. L’ombra esiste invece nel nostro pianeta generato secondo l’asse cartesiano spazio-tempo.

Un artista, qualunque artista, non può non tenerne conto e quindi un’opera d’arte che parta dalla luce intrinseca dell’oggetto per spiegare il lato oscuro della sua entità, e, direi, della sua ontologia, il lato in ombra, è almeno nelle proprie potenzialità un tentativo di opera perfetta.

Quello di Alberto Parres sembra riuscito in pieno.

L’opera che vedrete in questa mostra esplicita quindi la propria ambizione di pietra filosofale del tutto e di pietra di paragone della nascita e della successiva morte di un universo.

Godetevela così come è e smettete per un attimo di pensare anche a quello che leggerete, scritto da me. O da chiunque altro.

 – Dimitri Buffa

Tutto si conduce ad unità – afferma Gallo Mazzeo – `{`…`}` nei modi più imprevisti ed imprevedibili è diventare scoperta di sé, del sé nascosto che in tanto errare e peregrinare non si è mai allontanato da sé stesso, dal proprio sogno, perimetro e area di una grande avventura, in cui ogni nome pronuncia un nome, ogni volto cerca un volto e tutti insieme recitano Unum.
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